sabato 8 settembre 2012

Perchè, perchè, perchè...?


Perchè, perchè, perchè...?
Il comitato elettorale Pietro Tidei ha parlato di Via Pinelli e dei dubbi sulla legittimità della sanatoria:‘‘improvvisazione’’ dell’amministrazione nella vicenda, «pronti a risolverla, una volta eletti, con umiltà e competenza» 27 marzo 2012; Pietro Tidei:”Non da meno, provvederemo immediatamente a ritirare tutte le delibere riguardanti l’urbanistica” 22 maggio 2012; Nota dell’opposizione:“E' bastata la nomina a delegato all'Urbanistica di un suo fido tecnico,  che in tutta fretta e nel silenzio, venisse trasmesso alla Regione Lazio, per le verifiche di legge, il Piano di Zona 167 n.15 "Biancalana", facente parte del nuovo Piano per l'Edilizia Economica e Popolare (PEEP) adottato dalla precedente amministrazione” 31 luglio 2012.
Perché non è stata ritirata e/o annullata in autotutela la DCC n. 146 del 22.12.2008 e la successiva DCC n.70 del 02.08.2010 le quali hanno avviato nella pratica urbanistica la deregolamentazione attraverso l’approvazione di edifici su c.d. “lotti interclusi”? Le suddette delibere sono figlie di una lettura dell’urbanistica del tutto illegittima e sono innovatrici delle norme di attuazione del Piano Regolatore così come sostenuto dalla Regione Lazio; ma allora perché le si continua ad applicare per il rilascio di innumerevoli permessi di costruire? Perché per il palazzo di via Adige, alla luce delle considerazioni di illegittimità contenute nella relazione della CTU, del Procuratore e della Regione Lazio non si emette l’ordine di demolizione? Perché la Variante alla Variante 29 illegittima per ammissione della stessa Provincia di Roma non è stata ancora ritirata? Perché insieme alla Variante alla Variante 29 non è stato ritirato il PEEP 4 adottato non nei termini di legge? Perché sotto lo sguardo sgomento di tutti è stato inviato in regione un pezzo di PEEP 4 e perché proprio quello in località “Biancalano”? Perché il Programma Integrato denominato “Boccelle Bassa”, alle spalle del porticciolo  Riva di Traiano, non è stato annullato per la mancata conformità paesaggistica dell’intervento, seppure esso ricada in un’area che ha il vincolo di 0,001 mc/mq di edificabilità e per lo stesso motivo è stato annullata la Gara della Cittadella dello Sport e non è stato possibile costruire la Multisala? Perchè non è stato ancora ritirato il “Piano di Edilizia Privata e Sociale San Gordiano tre” in quanto l’area in oggetto è attualmente Zona Agricola per cui una eventuale trasformazione in zona residenziale può avvenire esclusivamente con la procedura di Variante al Piano Regolatore Generale? Perché non sono stati ancora ritirati i Programmi Integrati che ricadono sulle aree interessate dal Vincolo di Rimboschimento le quali devono essere intese come zone omogenee “E” ovvero “zone agricole” e per questo sono da ritenersi inammissibili per l’attuazione dei programmi integrati? Perché non sono stati ritirati i Programmi Integrati che utilizzano gli spazi verdi liberi tra viale M. Villotti e via E. Berlinguer, l’area verde sotto il Faro vicino le scuole, il verde sul lato di via Novello e di via dei Gladioli a San Gordiano, sottraendo spazi pubblici? Perché non è stata annullata la Delibera di Giunta Comunale del 25.01.2012 con la quale è stato approvato, ai sensi dell’articolo 1 Bis, comma 1, della Legge Regionale n. 36 del 1987, il Programma Integrato di intervento da attuarsi in via Don Milani? Possibile che ad oggi non si sia valutata annullabile la suddetta DGC del 25.01.2012 che approva un Programma Integrato come conforme allo strumento urbanistico generale (ndr.in base all’articolo 1 Bis della L.R. 36/87) quando al contrario, l’area è oggetto del Piano di Zona per l’edilizia pubblica residenziale denominato PZ 11? Perché al contrario non viene data attuazione al PEEP 3 in zona n.10 denominato Poligono Due ed in zona n.11 denominato Don Milani vigente ed attuabile dal luglio del 2000? Perché non viene data attuazione, all’interno del PZ n.10 Poligono Due, ad un edificio per 16 alloggi per cui il Comune ha pagato 3916,80 euro per la relazione geologica, 14.565 euro per la redazione del progetto strutturale e 15.356 euro per la progettazione architettonica ed impiantistica? Perché si è avviato un nuovo Avviso Pubblico per il reperimento di aree per l’edilizia pubblica PEEP 4, quando non era ancora esaurita la potenzialità edificatoria delle aree per l’edilizia popolare del PEEP 3?  
Architetto Massimo Pantanelli

giovedì 6 settembre 2012

Attenzione ! colpo di spugna in agguato.


Attenzione ! colpo di spugna in agguato.
Tidei: "A giugno inaugureremo la nuova Marina" 22 maggio 2012; Consigliere comunale F.L.:“Abbiamo presentato alla fine di luglio un’istanza alla Soprintendenza per portare a conclusione quel protocollo di intesa stipulato con la passato amministrazione e la Regione Lazio, ossia per terminare il nuovo progetto di tombatura dei locali e di realizzazione del declivio verde sovrastante». La Soprintendenza avrà tempo 90 giorni per esaminare la richiesta. «Il nostro interesse - ha chiarito il consigliere comunale - è quello di restituire la Marina alla città. Non credo che qualcuno fosse interessato a farsi carico di milioni di euro per demolire la struttura e realizzarla da zero» 27 agosto 2012.
Quale “istanza” a norma di legge è stata presentata alla Soprintendenza per portare a conclusione il “protocollo di Intesa” tra passata amministrazione e Regione ? Che valore ha il c.d. “protocollo d’Intesa” ovvero un accordo tra Comune, che ha commesso un abuso paesaggistico, e Regione Lazio, che rilascia l’Autorizzazione paesaggistica? Siamo di fronte ad un Abuso Paesaggistico ma chi sono i responsabili? Perché non viene detto che senza la necessaria demolizione dell’abuso, non avrà senso la richiesta di quanti oggi in buona fede propongono che chi ha sbagliato paghi? Perché non si informano le persone che se verrà accettata l’invereconda domanda di “sanatoria” e tutto rimarrà così com’è, non pagherà nessuno? Anzi, pagherebbero ancora i cittadini, tramite il Comune, una sanzione amministrativa fino a 20.000 euro, ma perché non viene detto che di conseguenza nessuno sarebbe mai chiamato dalla Corte dei Conti a rispondere personalmente dei milioni di euro spesi per costruire e demolire un’opera inutile e abusiva? Perché si crede  che non sarebbero i responsabili a farsi carico dei costi della demolizione? La legge Italiana non ammette le Sanatorie ex post per gli Abusi Paesaggistici, perché allora il Comune persegue gli stessi obiettivi attraverso gli stessi metodi dell’Amministrazione Moscherini? La soprintendenza avrà 90 giorni per esaminare “la richiesta” ma in termini di legge che nome si può dare a questa “richiesta” visto che non può denominarsi Accertamento di Conformità Paesaggistica? L’abuso paesaggistico della Marina è insanabile per legge, perché il Comune continua a perseguire l’illegittima procedura di sanatoria ex post che implicherà atti amministrativi illegittimi ed una sanatoria apparente? Ma se tali atti illegittimi verranno rilasciati dalla Regione Lazio ed il Comune attuerà lavori di Sanatoria ex post con i soldi pubblici, quale immagine di legalità potranno dare i “giovani consiglieri”? Quali soldi verrebbero utilizzati per gli eventuali lavori di Sanatoria ex post senza denunciare l’uso illegittimo di soldi pubblici per una Sanatoria fuori legge? Quanti soldi sono stati spesi sino ad oggi? Quanti soldi ha ricevuto l’impresa aggiudicataria dei lavori della Marina? Quanti soldi restano nelle casse del Comune a disposizione dell’ultimazione dei lavori? Sono stati mai effettuati i collaudi tecnico-amministrativi previsti per i pagamenti alla ditta esecutrice? Come mai solo oggi si verificano incongruenze tra le misure delle tubazioni fognarie di progetto con le misure dei tubi messi in opera? Quali garanzie della corretta esecuzione a “regola d’arte” delle opere sono in possesso e documentate presso il Comune? Sono stati eseguiti i collaudi delle opere aperte al pubblico transito? Il Comune non è interessato alla verifica dei costi sostenuti per la realizzazione di un progetto privo di pavimentazione in legno “IPé”, senza le bolle luminose in policarbonato, senza il pontile di circa 141 mt sul mare, senza il palco per rappresentazioni, senza la pavimentazione della piazza prospiciente forte Michelangelo in tozzetti di travertino bocciardato con larghe fasce di marmo, con la riduzione della superficie di intervento che passa dagli iniziali 55.600 metri quadrati agli attuali 33.600 ? Non incuriosisce la Pubblica Amministrazione il fatto che, nonostante tutte queste riduzioni, i costi siano rimasti inalterati?
Architetto Massimo Pantanelli

mercoledì 5 settembre 2012

Così le parole “disarmano”


Così le parole “disarmano”
Comunicato del Pincio:“Il mercato ittico sarà pronto fra 3 mesi” 21 giugno 2012; «Inoltre - conclude Mencarelli - stiamo attendendo il nulla osta della Soprintendenza per i Beni Culturali per quanto riguarda piazza Regina Margherita» 27 agosto 2012;”Il Comune ha accettato con ritardo la presentazione delle polizze da parte della ditta impegnata nei lavori di restyling. I lavori di riqualificazione procedono secondo il programma stabilito dal Pincio” 27 agosto 2012; «C’è una lettera tassativa della Asl in merito a questa richiesta dei mercatali - spiega - che spiega l’impossibilità della delocalizzazione dei bagni, stessa cosa per quanto riguarda l’ortofrutta, la Asl, ci impone di toglierli dalla strada, la revisione totale del progetto - prosegue Mencarelli - porterebbe ad uno slittamento dei lavori di almeno un anno» 27 agosto 2012.
Quanti soldi rimangono a disposizione della Pubblica Amministrazione per i lavori da portare a termine per il progetto del Mercato? Quanti soldi sono stati spesi e con quali e quanti Stati di Avanzamento dei Lavori (SAL) sono stati versati all’impresa? I lavori del progetto del Mercato sono iniziati con le necessarie autorizzazioni e la necessaria Autorizzazione Paesaggistica? Chi doveva controllare? Quali sono le prescrizioni contenute nell’ Autorizzazione Paesaggistica riguardo il Mercato del Pesce, il mercato coperto e Piazza Regina Margherita? Le prescrizioni della soprintendenza riguardo il Mercato del Pesce escludono oppure non escludono la possibilità di ricostruire le edicole sul prospetto? Come si procederà alla localizzazione di tutti gli operatori dell’orto-frutticolo che nel progetto originario erano destinati a Piazza XXIV Maggio oggi esclusa e cancellata dal progetto in quanto “non conforme alle norme di Piano Regolatore”? Dove andranno a finire gli operatori dell’orto-frutticolo visto che la ASL prescrive che siano spostati dalla strada? Perché esiste un secondo progetto preliminare del 10 ottobre 2010 ed un secondo progetto definitivo del 30 novembre 2010 su Piazza Regina Margherita che prevede una ulteriore spesa di 1.200.000 euro? Perché si legge nelle dichiarazioni dei tecnici che si è in attesa del nulla-osta paesaggistico per Piazza Regina Margherita se il progetto del Mercato è uno ed una doveva essere l’autorizzazione paesaggistica? L’autorizzazione paesaggistica richiede necessariamente una visione ed una analisi di insieme del progetto ma dalle dichiarazioni si deduce che le autorizzazioni sono multiple e non sono state rilasciate nello stesso momento ma allora se manca l’autorizzazione per Piazza R. Margherita vuole dire che sono stati iniziati i lavori in assenza di Autorizzazione? Perché senza poter fare nulla, gli operatori del Mercato dopo anni di ritardi e problemi sul cantiere si ritrovano imperturbabili lo stesso direttore dei lavori e lo stesso interlocutore, questa volta nelle vesti di dirigente dei lavori pubblici? Com’è possibile accertare la mancanza delle Polizze assicurative e fidejussorie senza accertare le responsabilità? com’è possibile accertare che alla ditta romana è stato reso possibile lavorare per quasi quattro mesi all’interno del mercato sprovvista di cauzione, polizza R.C.T. e polizza C.A.R. ed oggi non si senta l’obbligo di accertare le responsabilità? com’è possibile accertare che i lavori sono andati a rilento senza accertare le responsabilità? com’è possibile constatare che il progetto stava per essere realizzato senza autorizzazione paesaggistica e con il mercato dell’orto-frutta senza la conformità urbanistica senza che vengano accertate le responsabilità?
Architetto Massimo Pantanelli

domenica 2 settembre 2012

Lettera ai colleghi Architetti


Civitavecchia 2 settembre 2012

Cari colleghi, sono diversi anni che si registra l’esecuzioni di opere e progetti con probabili illegittimità per il mancato rispetto delle norme tecniche di Piano Regolatore e/o per l’assenza della necessaria autorizzazione paesaggistica e più in generale per il mancato rispetto delle normative vigenti in materia edilizia ed urbanistica. Si è divenuti spettatori di un duplice mercato edilizio che coinvolge da una parte i tecnici che ritengono obbligatorio progettare nel rispetto della normativa e dall’altra parte i professionisti che interpretano le norme spingendosi ai limiti della legalità. L’esercizio della professione, se travalica i limiti di legge, rischia di falsare il mercato. Credo non ci sia nulla in contrario a dare l’avvio ad un processo di analisi delle progettazioni messe in campo per verificare la correttezza o meno delle interpretazioni normative che potrebbero o meno porsi quali antesignane di nuove letture normative, e quindi di nuovi spazi di mercato per tutti, ma anche, potrebbero porsi quale testimonianza di un sistema di illegittimità che crea all’interno del mercato edilizio un sistema di concorrenza sleale che sarà necessario cancellare. La documentazione raccolta verrà sottoposta al Dirigente dell’Urbanistica e contemporaneamente alla Procura della Repubblica per ottenere la contemporanea analisi del sistema di controllo edilizio e del metodo interpretativo della norma. Successivamente sarà possibile ricostruire un quadro normativo delle certezze sulla base delle letture risultanti dalle segnalazioni, che potranno di volta in volta vedere confermate o meno le “interpretazioni” delle normative edilizie ed urbanistiche vigenti. Naturalmente non si chiede di essere a favore o contro questa iniziativa, si vuole solamente portare a conoscenza che il lavoro per creare un mercato libero e concorrenziale nel campo edilizio di Civitavecchia resta una assoluta priorità.

Cordiali saluti, Architetto Massimo Pantanelli

mercoledì 30 maggio 2012

 Ancora sulla Marina

La non conoscenza delle norme che regolano i Lavori Pubblici, l'urbanistica e la tutela del paesaggio, hanno prodotto una procedura illegittima, un abuso urbanistico e un abuso paesaggistico insanabile. Anzichè ottemperare all'obbligo di sottoporre il progetto definitivo della Marina a Valutazione di Impatto Ambientale, il comune con DGC n. 218 incaricava il dirigente unitamente al RUP, di contattare l'ATI SPIBS EXEN - SPA per concordare nuove linee guida progettuali. Sulla base delle nuove linee guida veniva redatto il progetto esecutivo apportando modifiche sostanziali al progetto definitivo, il tutto in palese contrasto con quanto disposto dal DPR del 21.12.1999, art. 35 e art. 15, comma 2. Il Verbale di Validazione non rilevava la mancata conformità al PRG ed al PTPR. L'approvazione del progetto esecutivo non è stata preceduta dalla necessaria Conferenza dei Servizi. Quanto sin qui affermato serve a rendere chiara la necessità, nell'azione pubblica, che vengano applicate le procedure di legge perchè da queste derivano i controlli dei vari soggetti per produrre la corretta progettazione. Rispetto della legge necessario ma non sufficiente, perchè l'elemento umano gioca il suo ruolo fondamentale e se manca la buona fede e la buona volontà ogni tecnico, ogni istruttore, ogni responsabile del procedimento è responsabile dell'ABUSO PAESAGGISTICO ed URBANISTICO perpetrato attraverso la costante disapplicazione delle regole del gioco.

Estratto DGC 18.10.2010 Progetto preliminare Negozi Marina
Estratto DGC 30.11.2010 Progetto Definitivo Negozi Marina 


venerdì 4 maggio 2012

LA MARINA CHE NON C’E’

Da oltre un anno il cantiere della Marina è fermo e le notizie ci raccontano di una città che si sente privata della sua passeggiata. Il problema è che “non si può notare l’assenza di ciò che non si conosce” ed è necessario tentare di far comprendere come vengano distorte le notizie, i fatti per essere messi in grado di ricavare nuove informazioni. Ma veniamo ai dati. Nel lontano febbraio 2001 il Comune destina una quota dei fondi CIPE pari a 6.536.849,10 euro, per il completamento della “Marina”. I successivi passaggi hanno registrato l’approvazione del progetto preliminare dell’architetto Massimiliano Fuksas nel 2004 e l’aggiudicazione nello stesso anno della progettazione definitiva-esecutiva all’A.T.I. S.P.I.B.S.-Exen Spa. Un primo progetto esecutivo viene consegnato nel 2006.
Dalla relazione generale descrittiva del progetto per la Valorizzazione e riqualificazione della Marina si ottiene l’immagine di una Marina che mai più verrà realizzata. Dalla relazione generale descrittiva del progetto definitivo si legge ad esempio;
“La superficie interessata dall’intervento è di circa 55.600 mq, considerata dal piede dei fabbricati prospicienti Viale Garibaldi...Vengono realizzati lungo Viale Garibaldi circa 135 posti auto in superficie...salvaguardando le importanti alberature presenti... Le bolle luminose sul viale... sono previste con una struttura portante formata da arconi in legno lamellare e da una doppia parete in policarbonato (una opaca e una traslucida) ...I vari percorsi saranno realizzati con un tavolato di legno ipe' montato su megatelli poggiati su un massetto di sottofondo impermeabilizzato e leggermente inclinato per permettere la raccolta delle acque meteoriche. In tutti i percorsi e nel molo (ndr Pontile) sono predisposte canalizzazioni impiantistiche per ospitare manifestazioni, fiere, mercati... Il pontile ... ha una lunghezza di circa 141 mt ed una larghezza di 10 mt e si conclude con una grande terrazza sul mare (mt 27x52) che avrà una forte valenza nell'uso e nel godimento di questa struttura da parte degli utenti...sotto la scalinata principale...attigua alla fontana è prevista una struttura in legno lamellare con la funzione (e l'attrezzatura) di palco per rappresentazioni rivolto verso l'ampia piazza che si apre al lato dei bastioni di forte michelangelo... Viene mantenuto il contrasto tra le pavimentazioni dei percorsi pedonali (in doghe di legno ipe) e quella della piazza prospicente forte Michelangelo che sarà in tozzetti di travertino bocciardato con larghe fasce di marmo verde".
Il 16 luglio 2008 con delibera di giunta n. 218 viene compiuto il primo atto di deragliamento normativo da parte dell’attuale amministrazione, decidendo la modifica della progettazione esecutiva della riqualificazione della marina che costerà, per la sola parcella al professionista, 175.775 euro netti. Con delibera del consiglio n. 412 del 22 dicembre 2008 si approva il progetto esecutivo della riqualificazione della marina che viene radicalmente modificato rispetto al progetto precedente nelle parti di seguito illustrate;
1) viene ridotta la superficie di intervento che passa da 55.600 mq alla minore superficie di 33.600; 2) vengono eliminati i percorsi da realizzarsi in tavolato di legno "ipe"; 2bis) vengono contemporaneamente eliminate su tutti i percorsi le previste canalizzazioni impiantistiche per ospitarvi manifestazioni fiere, mercatini; 3) viene eliminato l'utilizzo della pavimentazione in tozzetti di travertino bocciardato con larghe fasce di marmo verde scelte per mantenere il contrasto con i percorsi in doghe di legno ipe’; 4) viene eliminata la realizzazione della "cascata luminosa" d'acqua lungo il fronte rialzato per raggiungere il "pontile"; 5) viene eliminato il "pontile" che si lanciava sul mare per una lunghezza di 141 mq e che terminava con una grande terrazza sul mare (mt 27x52); 6) viene eliminata, attigua alla fontana, una struttura in legno lamellare con la funzione (e l'attrezzatura) di palco per rappresentazioni, rivolto verso l'ampia piazza che si apre al lato dei bastioni di forte Michelangelo; 7) vengono eliminate le cosiddette bolle luminose del progetto dell’Architetto Fuksas. In ogni bolla dovevano essere predisposte tutte le utenze ed i servizi per la più completa flessibilità funzionale della passeggiata.
Si assiste quindi al radicale cambiamento del progetto originario ma allo stesso tempo i costi restano identici, 6.536.849,10 euro dei fondi CIPE.
La progettazione esecutiva crea inoltre quegli 8900 metri cubi di volumetria abusiva che saranno la causa della sospensione dei lavori da parte della Soprintendenza.
Perché la pubblica amministrazione ha modificato il progetto? perché non ha rispettato le  norme paesaggistiche e le norme urbanistiche? ma soprattutto, lo sapevano o non lo sapevano di operare con strumenti al di fuori delle regole prima ancora di iniziare i lavori nel 2009? Ebbene la risposta è che tutti sapevano perchè i problemi paesaggistici ed urbanistici erano stati denunciati dai consiglieri comunali di opposizione il 3 luglio 2009.
Il comune veniva diffidato a non iniziare l'opera assumendosi da quel giorno ogni responsabilità dello stato attuale delle cose. La pubblica amministrazione tenendo la propria linea di condotta al di sopra delle regole ha causato il fermo dei lavori della Marina del 13 gennaio 2011. Ammettendo la propria colpa, ha avviato la procedura di accertamento di compatibilità che la stessa Soprintendenza ha dapprima dichiarato irricevibile, con comunicazione del 04 maggio 2011 alla Regione Lazio, ed in seguito ha avviato a definitiva conclusione emettendo parere negativo, comunicato alla Regione e per conoscenza al Comune di Civitavecchia, il 21 febbraio 2012.
Non è questione di convincere ma bisogna essere chiari. I dati che definiscano le situazioni sono evidenti e rendono visibili cose che non lo sarebbero state in condizioni differenti.

MP



lunedì 16 aprile 2012

La strategia dello struzzo e l’urbanistica di Civitavecchia

Lo struzzo, secondo la credenza comune, nasconde la testa sotto la sabbia in caso di pericolo, sicuro di non subire il danno. In questo modo nell’Urbanistica i tecnici pubblici e privati non hanno fatto altro che considerare “ottimisticamente” ciò che poteva funzionare, dimenticando cosa non sarebbe potuto andare ed oggi l’esito è disastroso.
Anziché scoprire le diversità, le incompatibilità, si sceglie di prendere in considerazione soltanto gli aspetti positivi di una situazione.
I programmi politici parlano di Verde, parchi urbani, recupero di aree urbane, nuove cittadelle, rendendo tutto questo parte di una proposta di programma di governo per l’avvenire della nostra città. Al contrario qui e ora, la realtà ci racconta una storia chiara e semplice riferibile all’assenza di programmazione territoriale.
Il PRG e la sua attuazione perseguita nel rispetto delle norme tecniche che regolano l’edilizia e la pianificazione, offrirebbe ai nostri occhi un paesaggio urbano in perfetto equilibrio tra spazi pubblici e privati, con dotazione di aree a verde e servizi, il tutto senza costi pubblici ma a carico del privato, quindi gratis per il cittadino.
Nella normalità dello sviluppo urbanistico i costi pubblici vengono sostenuti dal privato, come corrispettivo della concessione ad edificare, per l’equilibrio tra pubblico e privato. Quanto offre Civitavecchia ai suoi abitanti è il risultato del massimo profitto del capitale privato, permesso senza limiti, a svantaggio della costituzione del patrimonio pubblico che sono i beni e la qualità della vita propri di ciascun abitante.
Non servono miracoli ma solo una corretta amministrazione pubblica ed un atteggiamento del professionista rispettoso delle norme deontologiche del proprio ordinamento.
Negli ultimi cinque anni, l’Amministrazione uscente ha partorito molteplici strumenti urbanistici attuativi figli delle regole del gioco, estranee alla normativa vigente, che essa stessa si è data. Le responsabilità non sono esclusivamente della politica. I progettisti, le imprese, gli uffici, senza il consenso dei quali la politica si schianterebbe contro un muro, sono i corresponsabili degli effetti negativi.
Da un lato troviamo le persone che accettano per interessi di lavoro i rapporti con individui e situazioni sostanzialmente incompatibili, subendo una schiavitù indotta a fronte di benefici economici. Dall’altro lato incontriamo, come per la Marina ed il Mercato, procedure in difformità della normativa paesaggistica, oppure la variante generale adottata non nei termini di legge e i piani attuativi adottati non in conformità alle normative vigenti ma a quelle che saranno approvate, “se” saranno approvate.
Si scrivono le regole che avranno valore solo in seguito, eppure a queste “non-norme” già si adeguano gli strumenti urbanistici che a loro volta dovranno essere approvati, creando una emulazione del mondo azionistico dei “futures”.  Le aree fittiziamente trasformate in edificabili rappresentano un valore mobiliare suscettibile di essere trasferito in modo immediato.
Il territorio viene trattato come “pacchetto azionario” della Civitavecchia SPA,  lo scopo è di incrementare al massimo il valore delle aree per poi immetterle nel mercato con il massimo profitto. L’intera procedura rimane viziata dal cambio di destinazione d’uso da considerarsi sempre e solo su previsioni di trasformazione e non sull’attuale valore del suolo. Gli acquirenti o coloro che hanno investito capitali, per lo sviluppo ad esempio dei programmi integrati e per i Piani di Zona, lo hanno fatto su terreni virtuali e possono rischiare di perdere tutto analogamente a quanto capitato a chi aveva i propri investimenti nei prodotti derivati.
La strategia dello struzzo fa sì che la politica, di fronte al massacro del territorio, alla rapina degli spazi pubblici e alla città resa invivibile, si preoccupi di preservare i guadagni economici attraverso il ricatto della crisi economica. In questo modo si compie l’errore storico di “fare finta di niente”, di non riconoscere che è il patrimonio pubblico in perdita ed in svendita. Al contrario si valuta come unica soluzione la costruzione di altro cemento se non la trasformazione dei suoli agricoli in edificabili invece di creare lavoro per dotare la città dei servizi al cittadino. Il bene comune è intangibile, il bene privato è invece immediatamente trasformabile in merce di scambio. Il bene pubblico soccombe al profitto privato in quanto la Civitavecchia SPA è una macchina creata per la svendita della nostra città.

MP