domenica 4 novembre 2012

Il momento delle scelte

In prima linea, il problema dei lavoratori e il rischio della perdita del posto di lavoro. Contemporaneamente si rilanciano accuse alla passata amministrazione per la modalità clientelare di assunzione. Ognuno di questi punti di vista purtroppo tace la questione dei disoccupati, elude la questione di coloro che non hanno avuto intercessori per pervenire ad una illegittima assunzione, loro non risultano il problema devono solo restare “la brave gente”.
Nell’economia edilizia, si rileva la questione degli interessi dei Costruttori, del rilancio dell’economia delle imprese, dell’aspettativa delle cooperative per l’attuazione di progetti sulle aree PEEP. Viene posta quale prioritaria la questione dei diritti edificatori ottenuti con la presentazione dei progetti, adottati dalla Pubblica Amministrazione “Moscherini”, e allo stesso tempo si urla contro le modalità “inconsuete” e le procedure illegittime. In questo modo, la questione del mercato immobiliare rappresentata dall’elevato numero di alloggi invenduti, l’assoluta insufficienza dei servizi e delle aree non sono un problema. La questione dei partecipanti agli Avvisi Pubblici per l’offerta di aree per il PEEP e per la proposta di aree per Programmi Integrati che si sono visti bocciare le proposte, non esistono così come non esistono coloro che hanno letto in modo corretto la illegittimità delle scelte urbanistiche perpetrate dall’amministrazione Moscherini ed hanno scelto di non partecipare. La stragrande maggioranza delle persone ha compreso che le regole del gioco non sono state rispettate. Sostituite con un “fai da te” sono stati favoriti in ogni settore e modo, i propri adepti a danno degli altri, premiando la fedeltà di gruppo sul merito.
La scelta della strada dell’Interpretazione delle regole è madre della storia di Civitavecchia. Il ricorrere ad ogni sorta di argomentazioni gridando alla crisi dell’economia imprenditoriale, denunciando il collasso del mondo del lavoro, rende evidente la volontà di perseguire la strategia del cambiare tutto perché nulla cambi. In questo appiattimento naufraga la volontà di cambiamento. La gente oramai “pensa” e pensare significa “potere”, significa che si scoprono i problemi e si individuano le scelte e le situazioni artefatte che nascondono le altre possibilità.
Cambiare si può e le speranze hanno bisogno di uomini coraggiosi e di scelte coraggiose.

MP

Nessun commento:

Posta un commento