sabato 8 settembre 2012

Perchè, perchè, perchè...?


Perchè, perchè, perchè...?
Il comitato elettorale Pietro Tidei ha parlato di Via Pinelli e dei dubbi sulla legittimità della sanatoria:‘‘improvvisazione’’ dell’amministrazione nella vicenda, «pronti a risolverla, una volta eletti, con umiltà e competenza» 27 marzo 2012; Pietro Tidei:”Non da meno, provvederemo immediatamente a ritirare tutte le delibere riguardanti l’urbanistica” 22 maggio 2012; Nota dell’opposizione:“E' bastata la nomina a delegato all'Urbanistica di un suo fido tecnico,  che in tutta fretta e nel silenzio, venisse trasmesso alla Regione Lazio, per le verifiche di legge, il Piano di Zona 167 n.15 "Biancalana", facente parte del nuovo Piano per l'Edilizia Economica e Popolare (PEEP) adottato dalla precedente amministrazione” 31 luglio 2012.
Perché non è stata ritirata e/o annullata in autotutela la DCC n. 146 del 22.12.2008 e la successiva DCC n.70 del 02.08.2010 le quali hanno avviato nella pratica urbanistica la deregolamentazione attraverso l’approvazione di edifici su c.d. “lotti interclusi”? Le suddette delibere sono figlie di una lettura dell’urbanistica del tutto illegittima e sono innovatrici delle norme di attuazione del Piano Regolatore così come sostenuto dalla Regione Lazio; ma allora perché le si continua ad applicare per il rilascio di innumerevoli permessi di costruire? Perché per il palazzo di via Adige, alla luce delle considerazioni di illegittimità contenute nella relazione della CTU, del Procuratore e della Regione Lazio non si emette l’ordine di demolizione? Perché la Variante alla Variante 29 illegittima per ammissione della stessa Provincia di Roma non è stata ancora ritirata? Perché insieme alla Variante alla Variante 29 non è stato ritirato il PEEP 4 adottato non nei termini di legge? Perché sotto lo sguardo sgomento di tutti è stato inviato in regione un pezzo di PEEP 4 e perché proprio quello in località “Biancalano”? Perché il Programma Integrato denominato “Boccelle Bassa”, alle spalle del porticciolo  Riva di Traiano, non è stato annullato per la mancata conformità paesaggistica dell’intervento, seppure esso ricada in un’area che ha il vincolo di 0,001 mc/mq di edificabilità e per lo stesso motivo è stato annullata la Gara della Cittadella dello Sport e non è stato possibile costruire la Multisala? Perchè non è stato ancora ritirato il “Piano di Edilizia Privata e Sociale San Gordiano tre” in quanto l’area in oggetto è attualmente Zona Agricola per cui una eventuale trasformazione in zona residenziale può avvenire esclusivamente con la procedura di Variante al Piano Regolatore Generale? Perché non sono stati ancora ritirati i Programmi Integrati che ricadono sulle aree interessate dal Vincolo di Rimboschimento le quali devono essere intese come zone omogenee “E” ovvero “zone agricole” e per questo sono da ritenersi inammissibili per l’attuazione dei programmi integrati? Perché non sono stati ritirati i Programmi Integrati che utilizzano gli spazi verdi liberi tra viale M. Villotti e via E. Berlinguer, l’area verde sotto il Faro vicino le scuole, il verde sul lato di via Novello e di via dei Gladioli a San Gordiano, sottraendo spazi pubblici? Perché non è stata annullata la Delibera di Giunta Comunale del 25.01.2012 con la quale è stato approvato, ai sensi dell’articolo 1 Bis, comma 1, della Legge Regionale n. 36 del 1987, il Programma Integrato di intervento da attuarsi in via Don Milani? Possibile che ad oggi non si sia valutata annullabile la suddetta DGC del 25.01.2012 che approva un Programma Integrato come conforme allo strumento urbanistico generale (ndr.in base all’articolo 1 Bis della L.R. 36/87) quando al contrario, l’area è oggetto del Piano di Zona per l’edilizia pubblica residenziale denominato PZ 11? Perché al contrario non viene data attuazione al PEEP 3 in zona n.10 denominato Poligono Due ed in zona n.11 denominato Don Milani vigente ed attuabile dal luglio del 2000? Perché non viene data attuazione, all’interno del PZ n.10 Poligono Due, ad un edificio per 16 alloggi per cui il Comune ha pagato 3916,80 euro per la relazione geologica, 14.565 euro per la redazione del progetto strutturale e 15.356 euro per la progettazione architettonica ed impiantistica? Perché si è avviato un nuovo Avviso Pubblico per il reperimento di aree per l’edilizia pubblica PEEP 4, quando non era ancora esaurita la potenzialità edificatoria delle aree per l’edilizia popolare del PEEP 3?  
Architetto Massimo Pantanelli

giovedì 6 settembre 2012

Attenzione ! colpo di spugna in agguato.


Attenzione ! colpo di spugna in agguato.
Tidei: "A giugno inaugureremo la nuova Marina" 22 maggio 2012; Consigliere comunale F.L.:“Abbiamo presentato alla fine di luglio un’istanza alla Soprintendenza per portare a conclusione quel protocollo di intesa stipulato con la passato amministrazione e la Regione Lazio, ossia per terminare il nuovo progetto di tombatura dei locali e di realizzazione del declivio verde sovrastante». La Soprintendenza avrà tempo 90 giorni per esaminare la richiesta. «Il nostro interesse - ha chiarito il consigliere comunale - è quello di restituire la Marina alla città. Non credo che qualcuno fosse interessato a farsi carico di milioni di euro per demolire la struttura e realizzarla da zero» 27 agosto 2012.
Quale “istanza” a norma di legge è stata presentata alla Soprintendenza per portare a conclusione il “protocollo di Intesa” tra passata amministrazione e Regione ? Che valore ha il c.d. “protocollo d’Intesa” ovvero un accordo tra Comune, che ha commesso un abuso paesaggistico, e Regione Lazio, che rilascia l’Autorizzazione paesaggistica? Siamo di fronte ad un Abuso Paesaggistico ma chi sono i responsabili? Perché non viene detto che senza la necessaria demolizione dell’abuso, non avrà senso la richiesta di quanti oggi in buona fede propongono che chi ha sbagliato paghi? Perché non si informano le persone che se verrà accettata l’invereconda domanda di “sanatoria” e tutto rimarrà così com’è, non pagherà nessuno? Anzi, pagherebbero ancora i cittadini, tramite il Comune, una sanzione amministrativa fino a 20.000 euro, ma perché non viene detto che di conseguenza nessuno sarebbe mai chiamato dalla Corte dei Conti a rispondere personalmente dei milioni di euro spesi per costruire e demolire un’opera inutile e abusiva? Perché si crede  che non sarebbero i responsabili a farsi carico dei costi della demolizione? La legge Italiana non ammette le Sanatorie ex post per gli Abusi Paesaggistici, perché allora il Comune persegue gli stessi obiettivi attraverso gli stessi metodi dell’Amministrazione Moscherini? La soprintendenza avrà 90 giorni per esaminare “la richiesta” ma in termini di legge che nome si può dare a questa “richiesta” visto che non può denominarsi Accertamento di Conformità Paesaggistica? L’abuso paesaggistico della Marina è insanabile per legge, perché il Comune continua a perseguire l’illegittima procedura di sanatoria ex post che implicherà atti amministrativi illegittimi ed una sanatoria apparente? Ma se tali atti illegittimi verranno rilasciati dalla Regione Lazio ed il Comune attuerà lavori di Sanatoria ex post con i soldi pubblici, quale immagine di legalità potranno dare i “giovani consiglieri”? Quali soldi verrebbero utilizzati per gli eventuali lavori di Sanatoria ex post senza denunciare l’uso illegittimo di soldi pubblici per una Sanatoria fuori legge? Quanti soldi sono stati spesi sino ad oggi? Quanti soldi ha ricevuto l’impresa aggiudicataria dei lavori della Marina? Quanti soldi restano nelle casse del Comune a disposizione dell’ultimazione dei lavori? Sono stati mai effettuati i collaudi tecnico-amministrativi previsti per i pagamenti alla ditta esecutrice? Come mai solo oggi si verificano incongruenze tra le misure delle tubazioni fognarie di progetto con le misure dei tubi messi in opera? Quali garanzie della corretta esecuzione a “regola d’arte” delle opere sono in possesso e documentate presso il Comune? Sono stati eseguiti i collaudi delle opere aperte al pubblico transito? Il Comune non è interessato alla verifica dei costi sostenuti per la realizzazione di un progetto privo di pavimentazione in legno “IPé”, senza le bolle luminose in policarbonato, senza il pontile di circa 141 mt sul mare, senza il palco per rappresentazioni, senza la pavimentazione della piazza prospiciente forte Michelangelo in tozzetti di travertino bocciardato con larghe fasce di marmo, con la riduzione della superficie di intervento che passa dagli iniziali 55.600 metri quadrati agli attuali 33.600 ? Non incuriosisce la Pubblica Amministrazione il fatto che, nonostante tutte queste riduzioni, i costi siano rimasti inalterati?
Architetto Massimo Pantanelli

mercoledì 5 settembre 2012

Così le parole “disarmano”


Così le parole “disarmano”
Comunicato del Pincio:“Il mercato ittico sarà pronto fra 3 mesi” 21 giugno 2012; «Inoltre - conclude Mencarelli - stiamo attendendo il nulla osta della Soprintendenza per i Beni Culturali per quanto riguarda piazza Regina Margherita» 27 agosto 2012;”Il Comune ha accettato con ritardo la presentazione delle polizze da parte della ditta impegnata nei lavori di restyling. I lavori di riqualificazione procedono secondo il programma stabilito dal Pincio” 27 agosto 2012; «C’è una lettera tassativa della Asl in merito a questa richiesta dei mercatali - spiega - che spiega l’impossibilità della delocalizzazione dei bagni, stessa cosa per quanto riguarda l’ortofrutta, la Asl, ci impone di toglierli dalla strada, la revisione totale del progetto - prosegue Mencarelli - porterebbe ad uno slittamento dei lavori di almeno un anno» 27 agosto 2012.
Quanti soldi rimangono a disposizione della Pubblica Amministrazione per i lavori da portare a termine per il progetto del Mercato? Quanti soldi sono stati spesi e con quali e quanti Stati di Avanzamento dei Lavori (SAL) sono stati versati all’impresa? I lavori del progetto del Mercato sono iniziati con le necessarie autorizzazioni e la necessaria Autorizzazione Paesaggistica? Chi doveva controllare? Quali sono le prescrizioni contenute nell’ Autorizzazione Paesaggistica riguardo il Mercato del Pesce, il mercato coperto e Piazza Regina Margherita? Le prescrizioni della soprintendenza riguardo il Mercato del Pesce escludono oppure non escludono la possibilità di ricostruire le edicole sul prospetto? Come si procederà alla localizzazione di tutti gli operatori dell’orto-frutticolo che nel progetto originario erano destinati a Piazza XXIV Maggio oggi esclusa e cancellata dal progetto in quanto “non conforme alle norme di Piano Regolatore”? Dove andranno a finire gli operatori dell’orto-frutticolo visto che la ASL prescrive che siano spostati dalla strada? Perché esiste un secondo progetto preliminare del 10 ottobre 2010 ed un secondo progetto definitivo del 30 novembre 2010 su Piazza Regina Margherita che prevede una ulteriore spesa di 1.200.000 euro? Perché si legge nelle dichiarazioni dei tecnici che si è in attesa del nulla-osta paesaggistico per Piazza Regina Margherita se il progetto del Mercato è uno ed una doveva essere l’autorizzazione paesaggistica? L’autorizzazione paesaggistica richiede necessariamente una visione ed una analisi di insieme del progetto ma dalle dichiarazioni si deduce che le autorizzazioni sono multiple e non sono state rilasciate nello stesso momento ma allora se manca l’autorizzazione per Piazza R. Margherita vuole dire che sono stati iniziati i lavori in assenza di Autorizzazione? Perché senza poter fare nulla, gli operatori del Mercato dopo anni di ritardi e problemi sul cantiere si ritrovano imperturbabili lo stesso direttore dei lavori e lo stesso interlocutore, questa volta nelle vesti di dirigente dei lavori pubblici? Com’è possibile accertare la mancanza delle Polizze assicurative e fidejussorie senza accertare le responsabilità? com’è possibile accertare che alla ditta romana è stato reso possibile lavorare per quasi quattro mesi all’interno del mercato sprovvista di cauzione, polizza R.C.T. e polizza C.A.R. ed oggi non si senta l’obbligo di accertare le responsabilità? com’è possibile accertare che i lavori sono andati a rilento senza accertare le responsabilità? com’è possibile constatare che il progetto stava per essere realizzato senza autorizzazione paesaggistica e con il mercato dell’orto-frutta senza la conformità urbanistica senza che vengano accertate le responsabilità?
Architetto Massimo Pantanelli

domenica 2 settembre 2012

Lettera ai colleghi Architetti


Civitavecchia 2 settembre 2012

Cari colleghi, sono diversi anni che si registra l’esecuzioni di opere e progetti con probabili illegittimità per il mancato rispetto delle norme tecniche di Piano Regolatore e/o per l’assenza della necessaria autorizzazione paesaggistica e più in generale per il mancato rispetto delle normative vigenti in materia edilizia ed urbanistica. Si è divenuti spettatori di un duplice mercato edilizio che coinvolge da una parte i tecnici che ritengono obbligatorio progettare nel rispetto della normativa e dall’altra parte i professionisti che interpretano le norme spingendosi ai limiti della legalità. L’esercizio della professione, se travalica i limiti di legge, rischia di falsare il mercato. Credo non ci sia nulla in contrario a dare l’avvio ad un processo di analisi delle progettazioni messe in campo per verificare la correttezza o meno delle interpretazioni normative che potrebbero o meno porsi quali antesignane di nuove letture normative, e quindi di nuovi spazi di mercato per tutti, ma anche, potrebbero porsi quale testimonianza di un sistema di illegittimità che crea all’interno del mercato edilizio un sistema di concorrenza sleale che sarà necessario cancellare. La documentazione raccolta verrà sottoposta al Dirigente dell’Urbanistica e contemporaneamente alla Procura della Repubblica per ottenere la contemporanea analisi del sistema di controllo edilizio e del metodo interpretativo della norma. Successivamente sarà possibile ricostruire un quadro normativo delle certezze sulla base delle letture risultanti dalle segnalazioni, che potranno di volta in volta vedere confermate o meno le “interpretazioni” delle normative edilizie ed urbanistiche vigenti. Naturalmente non si chiede di essere a favore o contro questa iniziativa, si vuole solamente portare a conoscenza che il lavoro per creare un mercato libero e concorrenziale nel campo edilizio di Civitavecchia resta una assoluta priorità.

Cordiali saluti, Architetto Massimo Pantanelli